sottili noi siamo come i fiori nelle tue mani; esclude l’assenza dell’aria lo spazio senz’angeli, da te la nostra esilità innocente: deserta vertigine dell’aria vanamente aperta. sottili come i fiori nelle tue mani uccise la nostra eternità non ci consuma. giorgio manganelli
rinuncia alla mano dell’amica, la sosta assurda della mano nel giro di altre dita: solo l’inferno è onesto. ferma la mano gagliarda contro l’impeto del sangue; distogli dal docile profilo il dubbio dello sguardo: nega l’elusiva sosta di un dialogo di frode, segna con l’unghia, saldo, il segno della fine. sdraiati nel centro dell’inferno, riconosci [...]
è severa l’opinione del sole sopra le mie membra; né io la contrasto. ottobre è il mese della dolce grappa: dai vetri scivolano le mosche moribonde. io aspiro ad una sconfitta dignitosa. g. manganelli
sia lode a Dio per lo spazioso inferno per l’assenza del sole, la sdentata fame del vento sulle rosse foglie, e la lesa querela dei dementi: per ogni forma prefigurante la violenza attiva del ragionevole niente: per la città sotterranea dagli angoli esatti, luogo sintetico, oggettivo, esente da speranza , imperfettibile – per il suo [...]